Niente è davvero finito (anche se Netflix dice il contrario)
Il caso dell'inesistente “episodio 9” di Stranger Things svela il nostro rifiuto contemporaneo per la fine: come il Conformity gate e il neoliberismo dello streaming hanno trasformato gli spettatori in eretici docetisti.
La radicalizzazione dell’Occidente
L'informazione al servizio della guerra, tra post-verità, propaganda, censura, bias tecnologici e sorveglianza.
La ricerca della felicità animale
Il benessere animale non dipende solo dalla salute e dall’assenza di sofferenze, ma anche dalla capacità di offrire agli animali ciò che vogliono. Una riflessione sul concetto di Positive animal welfare.
Inventario dell’infanzia
Su Compiti a casa di Geoff Dyer.
Il fuoco brucia tutto ciò che ha di fronte
L’amore di Cy Twombly per Roma.
Il riarmo delle coscienze
Reclutamento culturale, scuola e spazio pubblico: come si costruisce la militarizzazione della società.
La Parola della Settimana
tornata
tornata tornata s. f. [der. di tornare; nel sign. 3, dal provenz. tornada]. – 1. a. ant. o pop. Ritorno: nel suo letto il mise e dissegli che quivi infino alla sua t. si stesse (Boccaccio); fare t., fare ritorno. b. T. lattea, sensazione di calore alla mammella, e di puntura al capezzolo, che avverte la nutrice quando, attaccato il bambino al seno, la secrezione lattea si accentua. 2. Seduta, adunanza di un’accademia, di un’assemblea, ecc.: le t. dell’accademia della Crusca; t. ordinaria, straordinaria. Il termine, oggi poco com., era ancora usato in alcuni atti ufficiali della Camera dei deputati fino al 1938 e del Senato fino al 1933 (oggi seduta). Riferito talora, per estens., anche a turni di elezioni (politiche, amministrative, ecc.): prima, seconda t. elettorale. 3. ant. Il commiato o congedo della canzone provenzale, e per estens. della canzone antica in genere, che nel tipo più frequente ripete lo schema della parte finale della stanza.