Il fu doomer boy
Inaugura stanotte il secolo del bene di Vincenzo Montisano è il funerale del maschio bianco etero cis.
Nel panopticon digitale lo sguardo ci addestra
Psicologia del controllo sociale nella società della sorveglianza.
I nomi che diamo ai virus
Il nuovo focolaio di ebola mostra cosa succede quando si preferisce contenere un virus in un luogo remoto invece che debellarlo. La colpa è anche della nomenclatura, e del retaggio coloniale che porta con sé.
Nello specchio rosso
Una conversazione con Simone Pieranni su quanto è vicina la Cina e quanto l’Europa, per la Cina, è solo un mercato.
Da Platone al Vangelo
Appunti sull’opera di Walter Siti – Terza parte.
La Parola della Settimana
tornata
tornata tornata s. f. [der. di tornare; nel sign. 3, dal provenz. tornada]. – 1. a. ant. o pop. Ritorno: nel suo letto il mise e dissegli che quivi infino alla sua t. si stesse (Boccaccio); fare t., fare ritorno. b. T. lattea, sensazione di calore alla mammella, e di puntura al capezzolo, che avverte la nutrice quando, attaccato il bambino al seno, la secrezione lattea si accentua. 2. Seduta, adunanza di un’accademia, di un’assemblea, ecc.: le t. dell’accademia della Crusca; t. ordinaria, straordinaria. Il termine, oggi poco com., era ancora usato in alcuni atti ufficiali della Camera dei deputati fino al 1938 e del Senato fino al 1933 (oggi seduta). Riferito talora, per estens., anche a turni di elezioni (politiche, amministrative, ecc.): prima, seconda t. elettorale. 3. ant. Il commiato o congedo della canzone provenzale, e per estens. della canzone antica in genere, che nel tipo più frequente ripete lo schema della parte finale della stanza.
Presente assente
La permanenza del trauma nella narrativa palestinese, infestata dai fantasmi di una lunga storia di violenza e ingiustizia subite.