“Io mi identifico con un chicken nugget”: adolescenti queer tra autenticità e rappresentazione

Una ricerca mostra come l’adesione ai codici estetici e narrativi della visibilità queer digitale non sia automatica: la visibilità può diventare ingombrante, e il silenzio una forma di agency individuale.

L’evoluzione non ha una bussola

Che le mutazioni genomiche siano meno casuali di quanto si pensasse non significa che esista un disegno intelligente, né che l’evoluzione abbia una direzione. Una riflessione sullo stato di salute della sintesi moderna.

Capitalismo dopaminergico

L’economia della crescita sfrutta i nostri limiti cognitivi per mantenersi in vita. Comprendere come funziona il nostro cervello è il primo passo per rompere il circolo vizioso. Una conversazione con Matteo Motterlini.

La Parola della Settimana

tornata

tornata tornata s. f. [der. di tornare; nel sign. 3, dal provenz. tornada]. – 1. a. ant. o pop. Ritorno: nel suo letto il mise e dissegli che quivi infino alla sua t. si stesse (Boccaccio); fare t., fare ritorno. b. T. lattea, sensazione di calore alla mammella, e di puntura al capezzolo, che avverte la nutrice quando, attaccato il bambino al seno, la secrezione lattea si accentua. 2. Seduta, adunanza di un’accademia, di un’assemblea, ecc.: le t. dell’accademia della Crusca; t. ordinaria, straordinaria. Il termine, oggi poco com., era ancora usato in alcuni atti ufficiali della Camera dei deputati fino al 1938 e del Senato fino al 1933 (oggi seduta). Riferito talora, per estens., anche a turni di elezioni (politiche, amministrative, ecc.): prima, seconda t. elettorale. 3. ant. Il commiato o congedo della canzone provenzale, e per estens. della canzone antica in genere, che nel tipo più frequente ripete lo schema della parte finale della stanza.