Raccontare il carcere
Di fronte a una grave involuzione del sistema penitenziario, un percorso in cinque letture per ripensare (e superare) il modello detentivo.
Il corpo calcolato
Dalla strumentalizzazione del BMI alle promesse di Ozempic: come l’obesità è diventata il sedimento di secoli di pregiudizi razziali, religiosi e di classe.
Quello che chiamavo amore
La castità per uscire dall’abitudine della seduzione in Dry season di Melissa Febos.
Al di là della metro Battistini
La prima autobiografia di Metal Carter, fondatore del TruceKlan.
Lacan alla scuola primaria
Il ruolo della psicoanalisi nella pedagogia istituzionale di Aida Vasquez e Fernand Oury.
La Parola della Settimana
tornata
tornata tornata s. f. [der. di tornare; nel sign. 3, dal provenz. tornada]. – 1. a. ant. o pop. Ritorno: nel suo letto il mise e dissegli che quivi infino alla sua t. si stesse (Boccaccio); fare t., fare ritorno. b. T. lattea, sensazione di calore alla mammella, e di puntura al capezzolo, che avverte la nutrice quando, attaccato il bambino al seno, la secrezione lattea si accentua. 2. Seduta, adunanza di un’accademia, di un’assemblea, ecc.: le t. dell’accademia della Crusca; t. ordinaria, straordinaria. Il termine, oggi poco com., era ancora usato in alcuni atti ufficiali della Camera dei deputati fino al 1938 e del Senato fino al 1933 (oggi seduta). Riferito talora, per estens., anche a turni di elezioni (politiche, amministrative, ecc.): prima, seconda t. elettorale. 3. ant. Il commiato o congedo della canzone provenzale, e per estens. della canzone antica in genere, che nel tipo più frequente ripete lo schema della parte finale della stanza.