Perché beviamo

La nostra attrazione per l’alcol non è solo un residuo evolutivo potenzialmente patologico, ma anche una tecnologia sociale vecchia di millenni. Una riflessione sul ruolo biologico e culturale dell’ebbrezza.

Una nuova primavera

Mentre i Mondiali 2026 sanciscono la fine delle lusinghe inclusive del capitalismo, Gabriel Kuhn ci mostra come il calcio underground possa ancora inventare nuove primavere.

Seveso, l’apocalisse in due tempi

Sono passati 50 anni dal peggior disastro ecologico italiano. La storia del monitoraggio decennale che ha dato al mondo i primi dati mai raccolti sulla tossicità umana della diossina, e del medico che lo rese possibile.

La Parola della Settimana

tornata

tornata tornata s. f. [der. di tornare; nel sign. 3, dal provenz. tornada]. – 1. a. ant. o pop. Ritorno: nel suo letto il mise e dissegli che quivi infino alla sua t. si stesse (Boccaccio); fare t., fare ritorno. b. T. lattea, sensazione di calore alla mammella, e di puntura al capezzolo, che avverte la nutrice quando, attaccato il bambino al seno, la secrezione lattea si accentua. 2. Seduta, adunanza di un’accademia, di un’assemblea, ecc.: le t. dell’accademia della Crusca; t. ordinaria, straordinaria. Il termine, oggi poco com., era ancora usato in alcuni atti ufficiali della Camera dei deputati fino al 1938 e del Senato fino al 1933 (oggi seduta). Riferito talora, per estens., anche a turni di elezioni (politiche, amministrative, ecc.): prima, seconda t. elettorale. 3. ant. Il commiato o congedo della canzone provenzale, e per estens. della canzone antica in genere, che nel tipo più frequente ripete lo schema della parte finale della stanza.

Il pescaggio abissale della poesia

Dietro le quinte di Poeta a vent’anni con Simone Lucciola e Andromalis. Un viaggio a fumetti nella vita di Corazzini tra l’ossessione per la morte, la psichedelia e l’estetica DIY.