Non tutti gli uomini
Nel mondo del lavoro culturale, la violenza si mimetizza nelle relazioni di potere, si confonde con il prestigio, si ripara dietro il linguaggio e lascia isolate le lavoratrici, poste di fronte alla scelta tra la loro carriera o non subire molestie.
Letargo precario
Tra inverni che si accorciano, risvegli anticipati e debiti energetici, le attività umane stanno scardinando una delle strategie di sopravvivenza più efficaci in natura. Una riflessione sul presente e sul futuro dell’ibernazione animale.
Burocrazia e corpi simbolici
Carta d’identità, SPID e altre barriere burocratiche alla soddisfazione dei nostri bisogni.
Il macello moderno
La scrittura come interruzione tra trauma e coscienza del reale nella poesia di Antonia Paolini.
Il realismo fratturante di Yousri Alghoul, scrittore palestinese
Una conversazione con “l’intellettuale rimasto nel nord di Gaza”.
L’era della gentrificazione climatica
Dalle zone elevate di Miami ai quartieri verdi di Roma, la crisi climatica è sempre più motore di speculazione e moltiplicatore di diseguaglianze: la sicurezza diventa un lusso, la resilienza un bene di consumo.
La Parola della Settimana
tornata
tornata tornata s. f. [der. di tornare; nel sign. 3, dal provenz. tornada]. – 1. a. ant. o pop. Ritorno: nel suo letto il mise e dissegli che quivi infino alla sua t. si stesse (Boccaccio); fare t., fare ritorno. b. T. lattea, sensazione di calore alla mammella, e di puntura al capezzolo, che avverte la nutrice quando, attaccato il bambino al seno, la secrezione lattea si accentua. 2. Seduta, adunanza di un’accademia, di un’assemblea, ecc.: le t. dell’accademia della Crusca; t. ordinaria, straordinaria. Il termine, oggi poco com., era ancora usato in alcuni atti ufficiali della Camera dei deputati fino al 1938 e del Senato fino al 1933 (oggi seduta). Riferito talora, per estens., anche a turni di elezioni (politiche, amministrative, ecc.): prima, seconda t. elettorale. 3. ant. Il commiato o congedo della canzone provenzale, e per estens. della canzone antica in genere, che nel tipo più frequente ripete lo schema della parte finale della stanza.